Il pensiero può cambiare la nostra vita? Può aiutarci a renderla migliore, più felice, più conforme ai nostri desideri? Ne convengono diverse discipline, dalla psicoterapia cognitivista al buddhismo, ma una di quelle più disprezzate al riguardo è la filosofia.

Ma come? La filosofia non è forse “quella cosa con la quale e senza la quale tutto rimane tale e quale”? Il detto è sciocco, tant’è vero che la filosofia ha cambiato il mondo: si pensi al marxismo, o alla filosofia medioevale, che determinava vita, morte e miracoli (è il caso di dirlo) di milioni di fedeli, o infine al liberismo individualista, che oggi domina incontrastato in occidente e informa di sé i comportamenti di tutti noi, compresi i tuoi, simpatico lettore, quando decidi cosa fare dei tuoi risparmi o come trattare i colleghi sul luogo di lavoro… Tuttavia non intendo parlare di grandi questioni, ma della nostra vita concreta.

Pochi sanno che prima di diventare la materia un po’ fumosa che abbiamo conosciuto a scuola, la filosofia per secoli è stata un metodo per stabilire come vivere nel modo migliore e raggiungere la felicità. Quando? Tra il terzo secolo avanti Cristo e il quarto dopo, nella Grecia antica e in tutto l’impero romano, fino al trionfo del cristianesimo. È una tesi, questa, sostenuta e divulgata da un grande studioso di filosofia antica, Pierre Hadot, che in numerosi suoi libri (tra cui ricordo La filosofia come modo di vivere) ha mostrato come nell’antichità le “scuole” filosofiche altro non erano che “scuole di vita”, luoghi in cui si andava a imparare come vivere bene ed essere più capaci di incidere sugli eventi per diventare più saggi, realizzati e felici. Insomma, per farla breve, se oggi molti si rivolgono a stravaganti discipline – dallo yoga alla magia delle rune – ecco che al riguardo del bisogno di “stare bene”, di “migliorare” e di “ritrovare se stessi” scopriamo di avere in casa un metodo serio, completo e validato da millenni: la filosofia.

Ma come accade? Come può la filosofia aiutare le persone a vivere meglio? Con la pratica. La filosofia non è una teoria, non è un trattato, non è una serie di affermazioni: è soprattutto una pratica, un’arte, una disciplina e i filosofi, i grandi filosofi, prima di scrivere libri, si sono posti molte domande sul vero, sul giusto, sul buono, sul bello e sull’identità. Ma non è forse quello che facciamo anche noi? Non ci chiediamo spesso e con una certa ansia se una certa cosa è vera o è giusta? E non abbiamo dubbi su come si fa a deciderlo? E non ci interroghiamo forse spesso sulla nostra identità, su cosa vogliamo veramente, su quali sono le nostre potenzialità e i nostri limiti? Siamo tutti filosofi, solo che non abbiamo il tempo (o gli strumenti) per approfondire: è come se sapessimo più o meno come fare a guidare ma non sapessimo farlo in condizioni difficili o competitive, oppure fuori strada o con la frizione rotta – e per di più con il parabrezza appannato. Siamo filosofi, si, ma dilettanti, e magari un po’ incerti e confusi.

Ma come imparare a guidare meglio? Esistono oggi scuole di filosofia simili a quelle antiche? Dove sono gli “ashram” della filosofia? Ci sono, ma un po’ nascosti. Vi sono persone, filosofi professionisti – un nome per tutti e molto noto: Umberto Galimberti, di cui si può guardare un video sulla consulenza filosofica – che esercitano in qualità di “consulente filosofico” o “filosofo consulente” (in inglese suona meglio: philosophical pratictioner) e anche se di solito svolgono attività individuale, a volte lavorano anche con gruppi, e in casi rarissimi hanno messo in piedi cicli di incontri periodici e piccole “comunità” di persone interessate a praticare la filosofia. Come operano e in che modo è cosa lunga e non semplice a dirsi.

Per limitarci a un solo piccolo esempio, può capitare che una persona sia indecisa riguardo a una scelta che mette in gioco valori contrastanti, che possono essere la propria sicurezza e la lealtà a qualcuno o qualcosa. In tali casi si procede con l’ospite (o “consultante” come si dice spesso) a una disamina dell’importanza di questi suoi valori, della loro influenza sul caso specifico e soprattutto del fatto che non necessariamente si può trovare una soluzione “perfetta”: i valori non sono necessariamente coerenti tra loro e capita spesso che siano in contraddizione! Si tratta insomma di avere “cura” delle nostre idee, che non sempre sono ben fatte.

Per facilitare a capire un poco di più di che si tratta indico un libro tra i più importanti sul tema: La consulenza filosofica di Gerd Achenbach, considerato da molti il fondatore di questa disciplina. E qui di seguito gli indirizzi delle associazioni più note e/o importanti che si occupano in Italia di consulenza filosofica, con una doverosa avvertenza: la disciplina è giovane e i modi di intenderla sono spesso differenti e molto distanti tra loro.

Phronesis – L’associazione Phronesis è una delle più antiche e importanti e ha numerose sedi in tutta Italia. Si rifà in modo programmatico alla lezione di Gerd Achenbach.

Sicof – Prima associazione del genere, Sicof si occupa prevalentemente e principalmente di counseling. Ha sede a Torino.

Aicofi – Più giovane delle altre, ma in crescita, Aicofi è più che altro centrata sull’area di Bologna.

CRIF – Associazione specializzata in attività di gruppo, il CRIF é specialmente rivolta ai bambini (Philosophy for children)

La ricerca della saggezza è cosa che ci riguarda tutti, come diceva Socrate: “Solo una vita esaminata è degna di essere vissuta”. Alla tua serenità e alla tua saggezza!

“Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere” – Seneca.

 

L’articolo La consulenza filosofica è una via per la felicità?  é apparso per la prima volta nella mia rubrica sull’Huffington Post